I numeri sono un linguaggio

Terzo appuntamento con i miei contributi a Sociologicamente: I numeri sono un linguaggio. Questo post rappresenta un punto di svolta importante per i temi sui quali sto riflettendo (e, pian piano, scrivendo) in questo periodo. Per coincidenza anche sul blog Hic Rhodus ho appena pubblicato un post (piuttosto disorganico) sul linguaggio in cui riprendo alcuni di questi temi. Buone letture.

Venite a Tortorella a imparare la valutazione!

Finalmente è uscito il programma della Scuola estiva sul metodo e la ricerca sociale, fondata e diretta da Alberto Marradi. Quest’anno il corso si terrà a Borgo Tortorella (SA) Schermata 2017-06-09 alle 15.57.45e oltre a una pluralità di ottimi corsi (consigliassimo, quindi, restare per le due settimane) ci sarà anche un corso tenuto da me e dal prof. Di Franco dal titolo La valutazione in situazione complesse. Strumenti e soluzioni.

Cosa significa? Che proporremo un corso avanzato per discutere problemi quali: come si valuta quando è difficile mettere a fuoco gli obiettivi del programma? Quando c’è una

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pluralità di stakeholder in una situazione conflittuale? Quando il programma da valutare è immateriale? La prima parte del corso, teorica, proporrà un approccio nuovo, che verrà poi tradotto in tecniche innovative (sperimentate; alcuni gruppi di colleghi ne porteranno testimonianza diretta) discutendone anche la loro elaborazione elettronica.

Andate subito a vedere il programma perché, se vi iscriverete presto, pagherete veramente una sciocchezza. Ci vediamo a Tortorella!

Appunti generali preliminari di valutazione della comunicazione pubblica

forumpaIl 24 Maggio 2017 ho partecipato a una tavola rotonda organizzata dal Formez presso il ForumPA. Il tema generale era La partecipazione nell’impiego dei fondi europei. L’esperienza del Formez PA. Io, in particolare, ho trattato il tema della valutazione della comunicazione, problema che sto affrontando operativamente presso la Regione Calabria. La mia relazione è stata abbastanza breve visti i tempi disponibili. Qui trovate una traccia piuttosto ampia e completa.

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Sarà un piccolo corso di metodologia a puntate…

Inizio da oggi a collaborare con “Sociologicamente.it” con testi metodologici o, per dire Schermata 2017-05-16 alle 13.57.11meglio: testi che spazieranno da premesse epistemologiche fino all’uso delle tecniche. Non ci sarà un ordine preciso nei miei testi e non vi so dire ora con quale cadenza produrrò questi brevi post (tanto vi informo qui, tranquilli…). Il primo articolo, che compare oggi, è poco più di un saluto e un’autopresentazione, ma indico subito una direzione precisa sin dal titolo, Il metodo siamo noi. Cosa intendo dire? Che bisogna smettere di credere che il metodo si riduca alle tecniche e che queste siano feticci. La partita della ricerca (sociale e valutativa) si gioca ben prima della discesa in campo con questionari, focus group e altre carabattole dell’armamentario del ricercatore. “Prima” significa intelligenza, competenza, esplorazione del campo semantico, analisi del contesto, definizione del mandato… Ecco perché “siamo noi”: noi con la nostra capacità di ritagliare la ricerca adeguata al problema specifico, non la ricerca “prescritta”, quella “che fan tutti così” o, più frequentemente, quella “che so fare”.

Nelle prossime puntate andrò avanti per questo solco ma, se avete desiderio di approfondimenti specifici, scrivetemi a claudio.bezzi@me.com. Non vi assicuro una risposta, abbiate pazienza, ma terrò il più possibile conto delle vostre indicazioni per i prossimi testi.

E ora, andate a leggere il mio testo: http://sociologicamente.it/il-metodo-siamo-noi/

Evviva, c’è un bel gruppo su Facebook!

In questi giorni, con l’amica Micaela Gentile, abbiamo deciso di rilanciare un vecchio e mezzo-morto gruppo Facebook. Gli abbiamo dato una ripulita, abbiamo cambiato nome, messo qualche regola di moderazione, e stiamo incominciando a pubblicare materiali.

Il gruppo si chiama RETE VALUTAZIONE – Metodo e pratica, e lo trovate qui: https://www.facebook.com/groups/ReteValutazione/ Continua a leggere

Difficile definire l’oggetto della valutazione…

Da anni – seguendo la nota frase di Palumbo – sosteniamo che “tutto ciò che è decidibile è valutabile”, intendendo che se un programma è intenzionale e razionale il valutatore ha comunque modo di valutarlo. La riflessione che sto portando avanti in questi mesi, di cui ho già scritto su questo sito, mi porta a considerare le cose diversamente. Tutto è più difficile, tutto è più complesso… Ne ho scritto nel sito dei miei amici della Centrale Valutativa qui: http://www.centralevalutativa.it/blog/item/15-tutto-quello-che-e-decidibile-e-sempre-valutabile-dipende.html

Spero avrete voglia di leggere e commentare.

L’efficacia situazionale

Come verificare l’efficacia netta (un tema piuttosto usuale per un valutatore) in un contesto di grande complessità e incertezza? Per esempio: in un servizio a bassa soglia, dove gli utenti vanno e vengono, dove i livelli di “successo” possono andare dalla semplice riduzione del rischio all’emancipazione eclatante, dove non esistono dati di monitoraggio? Ma anche nei contesti in cui ciò che viene erogata è una relazione (d’aiuto, educativa…). Ma anche in contesti multi-attore dove sono presenti istanze, valori e visioni differenti…?

Propongo una riflessione concettuale su ciò che chiamerei efficacia situazionale. La trovate QUI (L’efficacia situazionale) come parte teorica e preliminare di un approccio che sto trasformando in metodi e tecniche in alcuni casi professionali che sto seguendo.

Se avrete voglia di commentare ve ne sarò grato. Potete farlo sul blog (questo in cui leggete il testo) o con email privata (la trovate facilmente qui: https://bezzicante.wordpress.com/chi-sono/il-cv/). Preferisco non su Facebook perché potrei disperdere i vostri interventi che, invece, ritengo preziosi.

Scientismo, scienze autodichiarantesi “esatte”, presunzione di verità. Quale destino per le scienze sociali?

schermata-2017-03-03-alle-12-57-11Appena uscito: Alberto Marradi, Oltre il complesso d’inferiorità. Un’epistemologia per le scienze sociali, Franco Angeli. Presumendo che non ci sia bisogno di presentare l’enorme valore di Marradi, metodologo ed epistemologo, punto di riferimento per generazioni di ricercatori, vi segnalo il grande valore di questo testo a molte voci che intende indagare quanto sia presente, e influente, il sillogismo scientismo, positivista, realista. Molto, purtroppo. In testo è di grande interesse per chi si sente a volte preda di un (errato) complesso di inferiorità e desidera approfondire questi importantissimi elementi epistemologici (per capire che di “inferiore” non c’è proprio niente).
In questo volume c’è anche un mio saggio, specificamente rivolto alla ricerca valutativa: Claudio Bezzi, Residui sparsi di scientismo nella ricerca valutativa. Vedrò più avanti di farne un piccolo sunto ma intanto vi mostro la figura che rappresenta la situazione, a mio modo di vedere, e che ho discusso nel testo. Buona lettura!  Continua a leggere

Un lavoro impegnativo per Save the Children

save-the-children-logoDa Ottobre ho iniziato a lavorare per Save the Children. L’incarico prevede la costruzione di un modello valutativo per i progetti nazionali Save, con attenzione alle indicazioni già previste a livello internazionale per questa organizzazione.

Il lavoro si svolgerà – con trasferimento di competenze a personale Save – su tre distinti livelli, tutti operativi: l’affiancamento a una progettazione in corso, la valutazione di un progetto attivo e la valutazione finale di un progetto chiuso. Questa attività finirà nei primi mesi del 2018 con la restituzione, oltre che delle valutazioni realizzate come casi di studio, di una “guida” generale alla valutazione in Save.

Questa attività si affianca a quella già segnalata per la Regione Calabria, che sta proseguendo. Sui risultati metodologici vi terrò informati.