Capire i gruppi di lavoro che utilizziamo nella ricerca

Usiamo continuamente gruppi di lavoro (per esempio: focus group) ignorandone problematiche e caratteristiche. Un approfondimento.

Gruppi naturali e gruppi ad hoc

Col termine “gruppo di lavoro” (o “ad hoc”) si intende un insieme di persone riunite per un obiettivo specifico. Queste persone possono non conoscersi fra loro ma accettano di partecipare a una sessione coordinata da uno specialista per discutere o per applicare strumenti, dare punteggi, etc. Continua a leggere “Capire i gruppi di lavoro che utilizziamo nella ricerca”

Concetti base per riconoscere una buona valutazione (e un buon valutatore)

Chi è un “buon” valutatore? In cosa consiste una “buona” valutazione? Non si tratta di giudizi soggettivi ma di rigore metodologico e concettuale!

Premessa 

In questo lungo testo parlo di buona e cattiva valutazione. In particolare di quella cattiva. Ho riunito cose nuove (la Prima parte) e cose più vecchie, ovviamente riviste ma ancora utili per spiegare concretamente come NON si fanno le cose. Continua a leggere “Concetti base per riconoscere una buona valutazione (e un buon valutatore)”

La natura dei dati

Se non si comprende la natura del “dato” e la sua dipendenza dalle tecniche impiegate, non si potrà realizzare nessuna ricerca sociale e valutativa efficace e utile.

Il formato informativo dei dati

Il ricercatore esperto non usa tecniche “a caso” ma, esattamente, quelle tecniche che costruiranno il dato nel formato informativo che gli serve per costruire l’argomentazione nella maniera più efficace in quel dato caso, in quel contesto, per rispondere alle domande iniziali della ricerca.

È il caso di capire cosa sia il “formato informativo”. Continua a leggere “La natura dei dati”

Verità e limiti alla comprensione della realtà in valutazione

Il retaggio positivistico della valutazione e la necessità di un approccio costruttivista; l’esempio dell’analisi dei bisogni.

La valutazione nasce positivista

In quale caso teorico (ma chiaramente configurabile, se non altro come modello) noi potremmo dire “questa è una valutazione perfetta, basata su tutti i dati possibili, analizzati in maniera incontrovertibile”? Risposta: mai. Continua a leggere “Verità e limiti alla comprensione della realtà in valutazione”

La valutazione per immagini

Ho sempre attribuito grande importanza alle immagini, sia come strumento didattico che come strumento di lavoro. E ho sempre curato la mie serie di diapositive (oops, scusate: slide) usate per lustri ai corsi dove ho fatto formazione, come immagini per i libri e gli articoli che ho scritto, per i rapporti di valutazione consegnati. I materiali di lavoro e i libri mi davano idee per spiegare le cose con figure, diagrammi, mappe concettuali che diventavano illustrazioni presentate ai corsi, giudicate quindi inadeguate, e modificate… Continua a leggere “La valutazione per immagini”

La semantica nei gruppi di lavoro

Continua la mia collaborazione con Sociologicamente con questo testo sui gruppi di lavoro (focus group, brainstorming etc.) e il ruolo fondamentale dell’analisi semantica. Il testo prosegue da una serie di interventi sul linguaggio come strumento del metodo della ricerca sociale e valutativa.

P.S. La figura che accompagna l’articolo mostra uno dei primi brainstorming della storia, realizzato presso l’azienda di Osborn, che ideò la tecnica.

 

6 domande prima che l’AIV esali l’ultimo respiro

Si è aperto forse un dibattito in #AIV? Per ora la risposta della Presidente è insoddisfacente, e cerco di spiegarlo con alcuni punti molto precisi…

Bene. Dopo la mia denuncia della situazione disastrosa alla quale un piccolo gruppo di persone ha condotto l’AIV, la Presidente dell’Associazione ha risposto. Si chiama Erica Melloni e la potete leggere in calce al mio precedente post. Continua a leggere “6 domande prima che l’AIV esali l’ultimo respiro”

Serve una casa per i valutatori

C’è stato un tempo per tacere, ma è finito. Ora è il momento di parlare. Chiaro. Questa AIV non serve ai professionisti ma solo a pochi professori.

Dove sono i valutatori italiani?

Sicuramente non nell’AIV, l’Associazione Italiana di Valutazione da me fondata con un percorso iniziato nel 1994, e da me abbandonata dopo un’altro e più drammatico percorso nel 2013. Continua a leggere “Serve una casa per i valutatori”

Buoni propositi per il 2018

Un augurio e un impegno per migliorare il più possibile blog e Glossario.

Car* amic*, collegh* e lettori/trici, dopo un avvio abbastanza arrembante questo blog ha proseguito più lentamente. In particolare il Glossario, ormai imbastito con un certo numero di voci, è sostanzialmente fermo da un po’. Continua a leggere “Buoni propositi per il 2018”

Il ruolo cruciale del mandato valutativo

Un diagramma essenziale che mostra, passo dopo passo, come definire il mandato valutativo.

Ho sempre considerato il mandato valutativo il tema chiave della valutazione.

È la fase (negoziale, dialogica, mai completamente definita) del mandato che avvia la valutazione, le conferisce finalità e obiettivi, l’indirizza come metodo e introduce ogni questione etica. Non comprendere la fase del mandato e la sua cruciale rilevanza, o non approfondirne l’esplorazione nella primissima fase del lavoro valutativo è un gravissimo errore.

Senza mandato non c’è valutazione.

Senza una chiara esplorazione e pattuizione del mandato non c’è buona valutazione.

Ragionando su questo tema per un manuale operativo che devo redigere, e cercando di rappresentare graficamente i concetti più rilevanti, ho disegnato questo diagramma (clic per ingrandire), che dovrebbe spiegare, passo dopo passo, quali problemi affronta questa fase del disegno valutativo e quali alternative si aprono al valutatore; alternative che, in alcuni casi sfortunati, portano anche all’impossibilità di valutare.

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La figura è di facile lettura. Si inizia dal box in alto a sinistra (“Bisogna valutare”) e si segue il percorso, coi suoi bivi. Spero che sia abbastanza chiaro e utile.

Sul concetto e il ruolo del mandato valutativo, oltre alla voce del Glossario, vi suggerisco: